Dal 1° luglio 2025, è ufficialmente entrata in vigore in Grecia la nuova tassa per i passeggeri delle navi da crociera, una misura destinata a regolare i flussi turistici, tutelare le infrastrutture locali e promuovere un modello di turismo più responsabile e sostenibile.
La decisione, annunciata mesi fa dal governo greco, è parte di un pacchetto più ampio di interventi volti a contrastare l’overtourism che, soprattutto nelle isole più popolari come Santorini e Mykonos, ha messo a dura prova l’equilibrio ambientale e sociale del territorio.
La nuova tassa si applica a tutti i crocieristi che fanno scalo nei porti greci, ma varia a seconda della stagione turistica e dell’isola di approdo.
Santorini e Mykonos
- Alta stagione (giugno – settembre): €20 a passeggero
- Media stagione (aprile, maggio, ottobre): €12
- Bassa stagione (novembre – marzo): €4
Altre isole greche
- Alta stagione: €5
- Media stagione: €3
- Bassa stagione: €1
Si stimano circa 50 milioni di euro l’anno di ricavi, che saranno equamente distribuiti tra i comuni interessati, il Ministero della Navigazione e il Ministero del Turismo, con l’obiettivo di migliorare i servizi locali, potenziare le infrastrutture portuali e investire in iniziative per il turismo sostenibile.
Se da un lato la misura è stata accolta con favore da molte comunità locali e ambientalisti, dall’altro ha suscitato preoccupazione tra gli operatori del settore crocieristico. La CLIA (Cruise Lines International Association) ha espresso forti riserve, chiedendo un rinvio al 2026 e segnalando il rischio che alcune compagnie possano modificare o cancellare scali in Grecia, preferendo porti più economici.
Anche l’autorità portuale di Mykonos ha sollevato dubbi sull’impatto economico della tassa, temendo una possibile perdita di competitività rispetto ad altre destinazioni del Mediterraneo. Tuttavia, il governo ha risposto con contromisure, tra cui l’introduzione del nuovo sistema digitale “Berth Location System”, pensato per gestire meglio gli attracchi e ridurre l’impatto dei flussi turistici.
La tassa sui crocieristi si inserisce in una più ampia strategia del governo greco per riformare il modello turistico nazionale, che comprende anche nuove normative su affitti brevi, regolamentazioni sull’uso delle spiagge (inclusi limiti a lettini e ombrelloni), e incentivi per l’agricoltura e l’enogastronomia locali.
In un’epoca in cui il turismo di massa rischia di compromettere la bellezza e la vivibilità delle mete più iconiche, la Grecia tenta una strada diversa: meno quantità, più qualità.
La Grecia riuscirà a bilanciare interessi economici e sostenibilità ambientale?
I viaggiatori saranno disposti a pagare di più per un turismo più equo e sostenibile?